Questa pagina web è articolata in modo da non perdere l'impronta originale del primo autore, Giorgio Fattovich, che arriva fino a venticinque anni di storia della società; riprende poi la narrazione con la storia dei quatto mandati dell'ex Presidente Tullio Stricca (1999-2011) e continuerà con quella dei successori

PREFAZIONE di Giorgio Fattovich

Una breve prefazione su questo mio scritto. Si tratta della storia del Circolo nei primi venticinque anni di vita. In verità più che la storia è una cronaca, forse un po' noiosa, nella quale tento di descrivere ciò che è risultato essere il piccolo modesto mattone con il quale lo SWEET HEART ha contribuito allo sviluppo della cardiologia Triestina. Sia questo motivo di orgoglio per tutti quelli che sono stati, sono tuttora e saranno Soci di questo nostro Circolo.

Giorgio Fattovich

GENESI

Tutto il periodo temporale che ha preceduto la nascita dello Sweet Heart, e ne ha determinato lo sviluppo, è stato caratterizzato dal verificarsi di un insieme di fatti dovuti non soltanto ai progressi della cardiologia ma pure alle varie circostanze determinatesi da associazioni di idee, di ricerche, sviluppatesi nei continui rapporti tra medici e paramedici da una parte e pazienti ed ex pazienti dall'altra.

Correva l'anno 1973. A Bratislava si svolgeva un convegno medico relativo alla cardiologia. Durante questo congresso veniva prospettato un trattamento per i malati di cuore, sia durante la degenza che durante il periodo successivo, che veniva a rivoluzionare tutti i sistemi precedentemente applicati. Infatti, normalmente i soggetti cardiopatici, gli infartuati, erano sottoposti a periodi molto lunghi di immobilità assoluta, veniva loro proibita qualsiasi attività fisica e lavorativa; conseguentemente questi trattamenti, oltre a comportare delle lunghe degenze ed ancor più lunghe convalescenze, causavano uno stato di prostrazione fisica e psicologica del povero paziente, che, ritenendosi ammalato in servizio permanente, si vedeva escluso dal mondo, relegato in un limbo al di fuori di una vita comune. Questo nuovo metodo, invece, veniva ad applicare un semplice ragionamento: il cuore è un muscolo, vitale, importante ma pur sempre un muscolo, seppur più complesso degli altri. Pertanto, come si applicava una riabilitazione motoria a soggetti che avevano subito traumi fisiologici così si poteva applicare, su soggetti che avevano subito traumi di natura cardiologica, una riabilitazione motoria sussidiaria alle normali cure di carattere medico. Questa riabilitazione, suddivisa in due fasi, una ospedaliera e una post-ospedaliera, permetteva non solo di abbreviare il periodo di degenza, ma rinforzando il muscolo del cuore veniva a rinforzare contemporaneamente pure tutte le altre muscolature, rivitalizzando un fisico debilitato anche moralmente, ed inducendo il convalescente a ritornare alle sue normali attività il prima possibile. A questo convegno di Bratislava partecipavano due cardiologi triestini (Camerini e Scardi) ed una fisioterapeuta, prima assistente del reparto di riabilitazione motoria della Maddalena. Ritornati a Trieste, ottennero che due fisioterapisti venissero aggregati alla neo-costituita divisione cardiologica dell'Ospedale Maggiore, dando così inizio alla prima fase di riabilitazione, quella ospedaliera. Successivamente, nel 1974, un giovane medico che si specializzava in cardiologia, veniva particolarmente incaricato di seguire e studiare questo sistema di riabilitazione nella prima fase, e, successivamente, di preparare quella che sarà la seconda fase di riabilitazione. Quel giovane cardiologo era il dott. Gori, attuale responsabile ufficiale della riabilitazione cardiologica dell'Ospedale Maggiore *). Nell'agosto del 1975, presso l'Ospedale della Maddalena, si iniziava l'applicazione della seconda fase della riabilitazione cardiologica, frutto di una unione compartecipativa di terapie di tipo fisioterapico. Infatti, controlli costanti di ECG da sforzo si alternavano con esercizi ginnici riabilitativi.

*) Purtroppo  il dott. Pierpaolo Gori  ci ha lasciato nel 2015, così come ci ha lasciato l'autore del testo, Giorgio Fattovich, nel 2017.

GESTAZIONE

Se per la prima fase riabilitativa, quella ospedaliera, non si erano creati problemi di durata, in quanto strettamente connessi al periodo di degenza, la durata della seconda fase poneva varie problematiche, sia di carattere fisico che psicologico. Infatti, durante la degenza ospedaliera, i rapporti che si vengono ad instaurare tra gli ammalati della divisione di cardiologia sono simili a quelli che si instaurano in qualsiasi reparto ospedaliero: usuali rapporti di convivenza. Una volta dimesso dalla divisione di cardiologia, permane nel soggetto una paura di essere abbandonato, escluso dal nido che le cure ospedaliere gli davano. Tutto ciò è aggravato pure dal fatto che tutti lo guardano come un Lazzaro resuscitato, con i famigliari tradizionalmente pieni di paure (non stancarti, riposati, non muoverti, non alzarti ecc.). Tutto cambia quando si inizia la partecipazione alla seconda fase riabilitativa; si viene reintrodotti nell'ambiente ospedaliero, seppure da esterni, si riacquista una maggiore sicurezza (sono un ex ammalato, guarito, ma sempre sotto controllo); infine ci si guarda attorno e si notano le altre persone (tutti ex ammalati, guariti, sotto controllo) tutti con gli stessi problemi (ho avuto l'infarto - anche io - prendo questa medicina - io quest'altra - ho ripreso a lavorare - sono pensionato - vado a camminare a Barcola - io sul Carso). Così, mentre per i medici, oltre agli altri problemi, si poneva il problema della natura della seconda fase sia tecnica che burocratica, tra questi ormai ex ammalati, ma cardiopatici, si veniva a formare una solidarietà di gruppo (tipo ex reduci) che li rivitalizzava, li riuniva (i primi «rebecchini>>, le prime camminate) e che, con il riacquistare le proprie forze fisiche, ridava la voglia di vivere, di lavorare, di creare, di dimostrare a tutti che una fase critica della vita era stata superata. Il ritrovarsi accomunati da uguali problemi, il superarli insieme, la gioia di tornare a vivere, di risentirsi uomini, determinava l'embrione di quello che sarà il futuro Circolo Sweet Heart, sorto sotto gli occhi vigili di medici e fisioterapeuti.

LA NASCITA

Il sorgere, in forma naturale, di questa solidarietà di gruppo e gli effetti benefici che ne derivavano suggerirono allo staff medico di incoraggiare questo stato di fatto con il favorire la creazione di una associazione o di un circolo formato da un gruppo di cardiopatici che frequentavano la riabilitazione. Ciò avrebbe permesso, tramite il mantenimento nei tempi successivi di un contatto con i soci dell'associazione, uno studio ed un controllo da parte della cardiologia sugli effetti a lungo termine della terapia a suo tempo applicata. Questo punto di vista dei medici veniva recepito da uno dei frequentatori della riabilitazione, Arrigo Curiel, il quale, per sue condizioni particolari, si trovava a stretto contatto sia con il prof. Camerini che con il dott. Scardi. Ed era proprio il Curiel, in accordo con i dottori Gori e Pivotti, a proporre ad un gruppo di partecipanti alla ginnastica riabilitativa la creazione di un circolo di cardiopatici, sia quale sussidiario all'opera della Cardiologia Triestina, sia quale operatore sociale, con lo scopo di promuovere iniziative atte ad assicurare e diffondere forme preventive e riabilitative, sensibilizzando la collettività sulle malattie cardiovascolari, aventi ormai una caratteristica di malattia sociale (meglio prevenire che curare). L'idea veniva accolta con entusiasmo da questo gruppo, che nel ricercare il nome da dare al futuro Circolo, accettava quello proposto dal dott. Pivotti, ossia il titolo di una vecchia canzone americana: SWEET HEART (dolce cuore). Nella stessa occasione, questo ristretto numero sceglieva tra i suoi componenti le nove persone che avrebbero formato il "Comitato Promotore", incaricandolo di stendere uno statuto del Circolo e di convocare quanto prima la ASSEMBLEA COSTITUTIVA DEL CIRCOLO SWEET HEART.

Il giorno 4 marzo 1978, in Trieste, via Molino a vento n° 123, presso la sede del Centro per la riabilitazione funzionale e motoria del cardiopatico, dell' Ospedale Santa Maria Maddalena, presenti membri del Comitato Promotore e coloro che avevano dato la loro adesione alla prima riunione costitutiva, in totale ottanta persone, veniva preso in esame, discusso, ed infine approvato lo Statuto del Circolo Sweet Heart, preventivamente abbozzato dal Comitato Promotore, ed automaticamente decisa la costituzione del Circolo stesso con l'elezione del primo Consiglio Direttivo, sette eletti tra i soci, più due di diritto: un medico ed un paramedico (Avian Giorgio, Clari Giovanni, Cramastetter Mariano, Curiel Arrigo, Fattovich Giorgio, Favento Antonio, Marinelli Vittorio, dott. Gori Pierpaolo e il terapista Fonda Fulvio) e del primo Collegio dei Sindaci, tre eletti tra i soci (Corzani Tullio, Fain Isidoro e Franzelli Ferruccio).

Con l'espletamento di queste formalità nasceva, primo in Italia, un Circolo formato da cardiopatici, a merito della Cardiologia Triestina - all'avanguardia sia nella metodologia medica che riabilitativa - ed a merito pure dei cardiopatici, che gratificati dalle cure ricevute, avevano intuito l'importanza che il Circolo avrebbe acquisito a vantaggio loro, dei futuri cardiopatici e della collettività tutta.

LA CULLA - PRIMI PASSI

Il Circolo ebbe la sua prima sede presso il Centro per la riabilitazione del cardiopatico, allora funzionante all'Ospedale S.M. Maddalena; questo domicilio fu mantenuto dalla fondazione fino al 1986, anno nel quale il Centro fu trasferito all'Ospedale Maggiore ed il Circolo in quella che è la sua attuale sede. E rilevante notare il fatto che la convivenza del Circolo nella struttura riabilitativa fu strategicamente determinante per lo sviluppo, l'acquisizione di esperienze e di soci da parte dello Sweet Heart.

Il Centro di riabilitazione della Maddalena consisteva in un immenso salone, ex corsia, che terminava in un'ampia veranda. La parte iniziale del salone, sulla sinistra entrando, comprendeva una piccola stanzetta; sulla destra, facente parte del salone stesso, ma separata da una tenda volante, si trovava una zona destinata a spogliatoio. La parte centrale del salone fungeva da palestra. La parte finale, ossia la veranda, era il Centro riabilitativo vero e proprio, dove si svolgevano le prove sotto sforzo. In questa parte finale era sistemato pure lo studio del dott. Gori. La saletta, alla sinistra entrando, fu messa dal dott. Gori a disposizione del Circolo, che ne stabilì la sede. Questa sistemazione darà al Circolo due grandissimi vantaggi: l'avere un costante e diretto contatto con la struttura medica e riabilitativa, ed una costante presenza con tutti coloro che, dimessi dalla Cardiologia, frequentavano la Riabilitazione. L'allora vigente statuto stabiliva che il Presidente del Circolo fosse scelto dal Consiglio Direttivo tra uno dei suoi componenti. Fu prescelto il Sig. Arrigo Curiel.

Altro primario compito del Consiglio Direttivo fu quello di legalizzare l'esistenza del Circolo mediante atto pubblico, dovuto in base all'articolo 14 del Codice Civile; infatti, giuridicamente, lo Sweet Heart viene considerato una Associazione Civile non avente come scopo alcuna finalità economica.

Il giorno 27 novembre 1978 l'intero Consiglio Direttivo ed i Sindaci si presentavano davanti al notaio Camillo Giordano, che provvedeva a formalizzare l'esistenza della Associazione Civile denominata "Sweet Heart", facendo risultare in questo atto le norme statutarie che ne regolavano il funzionamento. L'atto costitutivo, che possiamo considerare il certificato di battesimo, successivamente veniva registrato presso l'Ufficio atti Civili del Tribunale di Trieste con il N. 5963 di data 1/12/1978.

Il mettere in moto tutta questa struttura, sorta dal nulla, organizzandone i servizi, le attività, la cura promozionale nei riguardi delle Autorità e della collettività civile, richiesero da parte degli Organi Direttivi uno sforzo creativo ed un impegno non indifferente, tenendo anche presente il fatto che la maggior parte dei suoi componenti svolgeva attività lavorative o professionali. Tutto ciò, non sarebbe stato possibile se, accanto ai soci eletti a mansioni direttive, non ci fosse stata la collaborazione ampia, attiva, partecipe, di tutti gli altri Soci comuni. Devo ammettere, pure, che una certa sicurezza nel preordinare le attività sociali era facilitata dal fatto che il Consiglio Direttivo di allora usufruiva spesso della consulenza ed esperienza delle strutture cardiologiche, sia per la vicinanza fisica e costante con il Centro della riabilitazione, sia per il contatto continuo che il Presidente Curiel riusciva a mantenere con il prof. Camerini, i medici ed i paramedici della cardiologia.

Di tutte queste attività iniziali, molte sono funzionanti ancora oggi, divenute ormai una costante tradizionale della vita del Circolo, sebbene modificate dal mutarsi delle situazioni contingenti, temporali e pratiche.

Onde far conoscere il lavoro svolto dal Circolo nel suo primo biennio di esistenza, riporto qui di seguito parte della relazione morale che il Presidente Curiel presentò all'Assemblea Sociale del 22 febbraio 1980, anno di scadenza del mandato del primo organo direttivo del Circolo: "Sono trascorsi due anni, da quando, all'inizio del 1978, alcuni di noi, frequentatori del Centro per la riabilitazione ed il Personale dello stesso, promossero la costituzione del Circolo Sweet Heart. Si dava così una svolta ufficiale ad un legame di gruppo già esistente, in modo di esprimere su di un piano concreto e strutturalmente organico, sia per la riconoscenza verso coloro che avevano contribuito al nostro inserimento alla vita normale, sia per creare un punto d'incontro tra persone che avevano vissuto la stessa esperienza di cardiopatici. Con la costituzione del Circolo si dava l'avvio ad una serie di iniziative coordinate che ci eravamo prefissi, per la realizzazione degli scopi sanciti dalle norme statutarie. Il tutto, in una cornice di voluta semplicità lontana anche da ogni forma reclamistica, mettendo a completa disposizione la nostra esperienza, la nostra collaborazione, il nostro aiuto finanziario soprattutto nei confronti del Centro per la riabilitazione, per contribuire non solo alla sua attività, ma anche alla sua esistenza.

Ed è proprio per il Centro, come risulterà maggiormente evidente nella elencazione delle attività svolte, che è stato assunto il maggior impegno da parte del Consiglio Direttivo, senza aver trascurato comunque l'attività culturale, ricreativa e sportiva nei limiti e disponibilità contenute nel nostro Circolo. Il consuntivo di questo biennio, a noi del Direttivo in particolare, ci fa rilevare, e lo esterniamo al soci, che alle volte non è stato possibile attuare qualche iniziativa o per lo meno è stata frenata in parte o del tutto anche perché non sempre si è saputo trovare intesa operativa con i Centri sanitari.

Sia ben chiaro comunque che da parte degli Organi responsabili dello Sweet Heart non è venuto mai mancare l'entusiasmo, la disponibilità, la volontà ed il desiderio di rendersi utili in qualunque modo. Questa affermazione. in gran parte, trova conferma nell'attività svolta, che per ordine di tempo e stata la seguente:

ANNO 1978

Inoltre: visite periodiche dei nostri soci ai ricoverati nei reparti di cardiologia dell'Ospedale Maggiore, per contribuire alla loro ripresa psicologica; raccolta di impressioni personali dei soci sulla loro esperienza di cardiopatici per fornire uno strumento di studio per la lotta contro le malattie cardiovascolari.

ANNO 1979

Inoltre: sono continuate le visite periodiche ai ricoverati nel reparto di cardiologia dell'Ospedale Maggiore, sempre accompagnate da modesti doni di riviste, giornali, e nelle grandi ricorrenze di omaggi floreali, dolci, spumante anche per il personale sanitario; per il Centro di riabilitazione, in questi due anni, il nostro Circolo ha realizzato la donazione di uno sfigmomanometro, uno stetoscopio, un registratore portatile, una cyclette, un grande condizionatore d'aria per la saletta della cyclette (ancora in fase di installazione); l'assegnazione di contributi al personale medico e paramedico per soggiorni di studio ed aggiornamento svoltisi a Bari, Veruno ed Erice; l'istituzione di un premio di studio riservato al personale paramedico in servizio presso l'Ente Ospedaliero Regionale per un soggiorno in un Centro cardiologico italiano o straniero; l'assegnazione di un contributo al personale sanitario per le prestazioni professionali onde assicurare un normale funzionamento e scongiurare riduzioni parziali o totali dell'attività; ottenimento di un contributo di dodici milioni assegnatoci dalla Cassa di Risparmio di Trieste per l'acquisto di un defibrillatore portatile e di un cicloergometro, onde arricchire la dotazione strumentale del Centro; infine, abbiamo segnalato, con un esposto alla Presidenza degli Ospedali Riuniti e per conoscenza ai vari Enti interessati, la carenza di personale paramedico specializzalo in cardiologia, onde provvedere in merito. ..." Quindi la relazione prosegue affrontando altri vari argomenti. Ho ritenuto importante riportare per esteso questo rapporto sulle attività del Circolo, nel primo biennio di vita, per far rimarcare ancora una volta l'essenzialità della partecipazione, accanto ai Consigli Direttivi, di tutti i soci a sostegno delle attività del Circolo, tramite la loro diretta partecipazione sia materiale che finanziaria, con lo scopo di finalizzare i fini che la nostra Associazione si prefigge di attuare, come del resto previsto dall'art. 2 del nostro Statuto. Se allora, nel primo biennio di attività, questa partecipazione dei soci tutti fosse mancata, ben più limitato sarebbe stato il rendiconto delle attività sociali presentato dal primo Presidente Arrigo Curiel.

L'INFANZIA (1980 - 1983)

Ora il Circolo procedeva sicuro nel suo cammino, sviluppando le sue attività alla Maddalena, presso il Centro per la Riabilitazione del cardiopatico.

I contatti tra i soci, che aumentavano progressivamente in un clima di amicizia, creavano una vera e propria collaborazione spontanea automaticamente acquisita dal Circolo e dalla quale ne farà derivare le sue manifestazioni più caratteristiche e tradizionali. Un chiaro esempio ne è "LA FESTA SOTTO L'ALBERO".

Già prima della nascita del Circolo, coloro che partecipavano alla riabilitazione si riunivano, come del resto è d'uso nella collettività, prima delle feste natalizie per uno scambio di auguri. Si faceva così un piccolo festino, consistente in una bicchierata, un taglio di prosciutto ed offerte di piccoli doni al personale della riabilitazione. Sorto il Circolo, il festino tradizionale si ampliava abbellito da un albero natalizio, dalla presenza di una piccola orchestra e rallegrato dalla sempre maggior partecipazione di soci e del personale di tutte e tre le strutture cardiologiche.

I soci deponevano i loro doni sotto l'albero, quindi la solita allegra bicchierata, il taglio prima di uno, poi di due prosciutti e quindi... le danze. Il tutto sempre alla Maddalena presso il Centro di riabilitazione. Più tardi il festino, dato l'aumentare dei partecipanti, si trasferirà alla Stazione Marittima e quindi alla Ginnastica Triestina * ma ormai è storia d'oggi. Conseguentemente a questa attività - chiamiamola moderna - durante la festa natalizia si venivano a sviluppare attività più proprie alle caratteristiche sociali del Circolo, quali la consegna al personale della cardiologia di quelli che originariamente furono definiti premi di studio: uno fu intitolato alla memoria del socio fondatore Mariano Cramastetter (aggiornamento al personale della Cardiologia), un secondo intitolato alla memoria del socio fondatore Pino Colarich (particolare bontà e gentilezza di cuore verso gli assistiti).

Successivamente questi premi diventarono vere e proprie borse di studio, alle quali più tardi se ne aggiunse una terza intitolata al socio Umberto Pradel.

Altra conseguenza, derivata dalla Festa sotto l'albero, originata dal portare i doni raccolti durante la festa sia al reparto di cardiologia che al Centro cardiologico, distribuendoli al personale, fu quella di creare un rapporto diretto con il personale delle due strutture da parte dei soci del nostro Circolo, rapporti che si concretizzarono successivamente in una ulteriore attività del Circolo: le visite periodiche ai ricoverati nel reparto di cardiologia. Gli ex ammalati, ormai validamente restituiti alla società civile, si presentavano a coloro che erano costretti in un letto di ospedale quale dimostrazione palpabile sulla efficacia delle cure applicate in cardiologia.

Questo contatto con gli ammalati risultò avere un effetto psicologico favorevole tale da essere seguito ed esaminato attentamente dai medici. Originariamente era lo stesso prof. Camerini a presentare i soci-visitatori agli ammalati, ed erano o i medici o gli infermieri che avvisavano l'ospite sulle eventuali condizioni particolari di taluni ammalati, onde evitare inopportune situazioni di disagio che avrebbero potuto verificarsi.

Del resto successe proprio a me che, durante una visita, mi accostai ad un ammalato, mi presentai quale ex-infartuato, gli descrissi gli effetti benefici delle cure prima e della riabilitazione poi, lo rassicurai sul fatto che, una volta guarito, avrebbe potuto correre, saltare, riprendere qualsiasi attività fisica. Questo Signore mi ascoltò gentilmente e tranquillamente. Una volta completato il mio fervorino, guardandomi gravemente mi disse: "Io le credo e mi auguro che anche per me tutto avvenga come Lei mi ha descritto, solo temo che in fatto di correre e saltare avrò qualche piccola difficoltà". Così dicendo, alzò il lenzuolo: era amputato di una gamba. Evidentemente chi mi aveva indirizzato a quell'ammalato aveva ritenuto di informarmi sulla sua situazione cardiaca per la quale era attualmente ricoverato, e non su un fatto antecedente quale la amputazione della gamba.

Ritornando alle visite, oltre ad offrire ai ricoverati depliant relativi al Circolo e giornali o riviste, si instaurò la gentile consuetudine di offrire alle Signore ricoverate una rosa.

Una ulteriore attività, che ebbe una massiccia partecipazione, fu la creazione a favore dei soci e dei loro famigliari dei corsi di pronto soccorso in caso di arresto cardiocircolatorio. Ciò comportò l'acquisto di un manichino di gomma, destinato agli esercizi pratici, fatto giungere espressamente dalla Svezia. Alla fine del corso gli interessati ricevettero il debito attestato di partecipazione.

Naturalmente le attività del Circolo a favore dei soci non erano limitate al solo Festino sotto l'Albero, ma tendevano ad ampliare la loro partecipazione, quale perfezionamento delle attività riabilitative, con la frequentazione a marce non competitive quali la Carsolina, la Napoleonica, la Ciclamina. A queste marce la partecipazione dei soci era talmente alta che permise al Circolo di conquistare più volte le coppe destinate ai gruppi composti dal maggior numero di partecipanti.

A parte le marce, talvolta era lo stesso Circolo ad organizzare delle passeggiate, quali la Opicina - Contovello o una gita fino a Vedetta Slataper, o infine quella classica sul Lanaro. Non meno importanti e sempre confortate da un gran numero di partecipanti, erano le gite turistiche come quella a Bassano del Grappa, al Santuario di Castelnuovo, a Cividale, a Scriò ed altre, che ora non ricordo.

In un primo tempo il Circolo aveva organizzato pure un ciclo di visite mediche ed esami ematici di controllo a favore dei soci ed a carico del Circolo stesso. Ma l'aumento delle richieste di usufruire di questo servizio fu tale da comportare un costo veramente gravoso per le casse del Circolo, perciò fu giocoforza dover annullare questa assistenza.

Nei suoi rapporti con la società civile, in forza ad uno degli scopi previsti dallo statuto, il Circolo fu particolarmente attivo organizzando, grazie alla essenziale coadiuvazione particolarmente del dott. Scardi e dei suoi collaboratori, una serie di conferenze pubbliche relative alla prevenzione ed alla riabilitazione che si svolsero al teatro Verdi di Muggia, al Circolo della Stampa, al Circolo Grandi Motori, alla Ginnastica Triestina ed altri Circoli Culturali triestini.

A Muggia, nel 1981, aveva inizio da parte del Circolo un ulteriore servizio sia a favore dei soci che della cittadinanza, servizio tutt'oggi attivo e perfezionato, ovvero il controllo della pressione arteriosa. Su invito del giornalista della RAI, dott. Trufelli, rappresentanti del Circolo partecipavano a Napoli alla trasmissione dell'ormai famoso servizio televisivo "Check-up". In questo modo veniva presentata in campo nazionale l'esistenza del primo, ed allora unico, circolo di cardiopatici in Italia. Conseguenza ne fu il sorgere in varie parti della nazione di circoli aventi affinità con il nostro, i quali successivamente ci contattarono, preludio di quella che sarà la Federazione Nazionale delle Associazioni dei Cardiopatici.

I rapporti ed i contatti con le strutture della Cardiologia Triestina erano sempre costanti e frequenti, grazie anche alla disponibilità sia del prof. Camerini, sia del dott. Scardi, per non parlare del Dott. Gori e del suo centro.

Nel 1980, sotto la supervisione del dott. Gori, curata dalla dottoressa Sponza, psicologa, iniziava una indagine consistente in una serie di interviste, fatte ai soci del Circolo, concernenti le loro impressioni personali e relative reazioni alle particolari situazioni che la malattia, la convalescenza, la guarigione avevano loro comportato. Questa serie di interviste, che ha avuto una durata di parecchi mesi, aveva lo scopo di formare uno strumento di studio per la lotta contro le malattie cardiovascolari. Frequenti erano gli incontri con il prof. Camerini per la programmazione delle attività del Circolo nei rapporti con la cardiologia. Non meno proficui erano gli incontri con il dott. Scardi per coordinare e sviluppare strumenti di lotta e prevenzione delle malattie cardiovascolari. In accordo con le strutture cardiologiche il Circolo organizzava delle riunioni. - i cosiddetti meeting - destinati all'aggiornamento o a discussioni di carattere tecnico sviluppate dal personale della cardiologia.

A seconda delle disponibilità finanziarie, invero sempre ristrette, il Circolo donava, quando possibile, piccole apparecchiature sanitarie, quali sfigmomanometri, stetoscopi, registratori portatili, cyclette e simili. Talvolta contributi particolari ottenuti da soci o da enti privati, venivano utilizzali a favore, particolarmente, del Centro per la riabilitazione a quei tempi veramente carente di molte cose (gli inizi sono sempre duri per tutti).

Parecchi erano pure gli interventi da parte del Circolo a favore del personale medico e paramedico con contributi relativi alla loro formazione od aggiornamenti di studio o alla loro partecipazione a congressi. Una volta, a causa della cronica carenza di personale, insostituibile durante i normali periodi di ferie, si ventilò la possibilità di chiudere il Centro per la riabilitazione. In quella occasione fu il Circolo stesso ad accollarsi l'onere di contribuire economicamente alla sostituzione del personale in ferie. I rapporti del Circolo con quelle che allora erano le USL non si può dire siano mai stati idilliaci. I molti problemi della Cardiologia Triestina, quali la costante carenza di personale, le ristrette sovvenzioni, le difficoltà della sorgente cardiochirurgia, la crescente mole di lavoro dovuta all'incrementarsi delle malattie di carattere cardiocircolatorio, le prospettive della applicazione dei famigerati ticket sulle visite mediche e sui medicinali, la ritardata apertura del complesso ospedaliero di Cattinara, ponevano naturalmente il Circolo in una posizione critica e di aperto contrasto con le autorità sanitarie locali e regionali, ritenute inadeguate a sviluppare quello stato sociale (il famoso "welfare state" degli economisti) che teoricamente si andava propagandando. Il tutto si concretizzava con proteste scritte, richieste di interventi e, quando possibile, contatti diretti con l'Assessore regionale della sanità.

Infine, come non portare all'attenzione del cortese e paziente lettore di una delle attività più valide del nostro Circolo. Intendo riferirmi al nostro giornale sociale "L'Informatore". Nel verbale dell'assemblea ordinaria del 14 marzo 1981, tra i programmi previsti per l'anno in corso si legge: ... pubblicazione trimestrale dell'Informatore come da verbale... Con questa semplice e scarna nota i soci venivano informati che la loro piccola collettività disponeva ora di un proprio mezzo di informazione.

Il Consiglio Direttivo di allora, avendo constatato il crescente aumento dei soci, ma notato pure che parecchi soci o per difficoltà fisiche o di lavoro o altro, non potevano partecipare ai corsi della seconda fase della ginnastica riabilitativa (la terza fase allora non esisteva ancora), rischiando così di allentare i rapporti con il Circolo, riteneva opportuno, ad incremento delle usuali circolari trasmesse, di mantenere e consolidare i contatti con tutti i soci tramite la pubblicazione periodica di un giornale riportante gli avvenimenti che coinvolgevano le attività sociali, pubblicando articoli di carattere tecnico-sanitario e sviluppando argomenti che potevano interessare i soci ed i loro familiari. La pubblicazione del giornale richiedeva, a partire del costo sia di stampa che di spedizione, anche particolari formalità di legge.

Prima cosa la nomina del Direttore che doveva essere iscritto o all'albo dei giornalisti o a quello dei pubblicisti. Questo incarico fu affidato ad uno dei consiglieri di allora il dott. Borri, il quale, superato il relativo esame richiesto ed iscrittosi nell'albo dei pubblicisti, poté iniziare la pubblicazione. È importante notare che copie del giornale devono venir consegnate ad un apposito Ufficio della Prefettura, il quale provvede a darne una alla Biblioteca Civica che la conserverà per i posteri. Inizialmente era lo stesso Borri a raccogliere gli articoli, trascriverli, provvedere all'impaginazione e quindi il giornale veniva stampato da una normale fotocopiatrice. Soltanto nel 1983 la stampa del giornale verrà affidata ad una tipografia.

Nel 1983 il Circolo veniva a compiere i cinque anni di vita. L'attività svolta fino a quel momento era stata importante e proficua ma sempre sotto le ali della struttura cardiologica del Centro per la riabilitazione del cardiopatico. Si preparavano i tempi della maturazione, il Circolo doveva venir svincolato dall'ombra protettrice della riabilitazione ed iniziare un cammino del tutto autonomo. Fino ad allora la riabilitazione, curata dalla struttura cardiologica, si svolgeva in due fasi. La prima avveniva durante il ricovero ospedaliero. La seconda che prevedeva una durata dai tre ai sei mesi veniva curata dall'apposito Centro presso la Maddalena. Di fatto, un numero non indifferente di soggetti che avevano di gran lunga superato i sei mesi di trattamento, continuava a seguire questa seconda fase, ed il Centro era stato ben lieto di poter proseguire con questa assistenza, in considerazione che si trattava di soci del Circolo.

Ma il crescente afflusso di nuovi elementi, dimessi dal reparto di cardiologia e trasferiti alla seconda fase di riabilitazione, causava un sovraffollamento tale da costringere il dott. Gori a prendere delle decisioni in merito. Infatti nel verbale dell'assemblea ordinaria svoltasi alla Maddalena il 4 marzo 1983 si legge: ... il dott. Gori ringrazia commosso ed approfitta per chiarire ancora la situazione della ginnastica per i cosiddetti "cardiopatici anziani". Riferendosi alla assemblea da lui convocata un mese prima constata che questa decisione ha suscitato reazioni di diverso tipo, dalla accettazione alla protesta.

Desidera affermare che non c'è stato cambiamento nell'atteggiamento sulla opportunità della riabilitazione, né tantomeno desiderio di allontanare il Circolo dalla sede della riabilitazione. È stata una decisione dettata da difficoltà di fatto ed esprime il suo dispiacere per tale necessità. Riafferma che per i cardiopatici l'attività fisica è benefica. Infatti anche le "OMS" divide la riabilitazione in tre fasi:

Finché è stato possibile il Centro per la riabilitazione si è assunto l'impegno di organizzare anche la terza fase, ma siccome il numero dei cardiopatici aumenta, le strutture (palestra e personale) sono diventate insufficienti, per cui la situazione andrebbe a discapito di quelli che sono ancora nella seconda fase. Decisione quindi necessaria, ma dolorosa anche per il Circolo per il quale la nuova situazione può essere svantaggiosa. L'afflusso dei nuovi soci sarà probabilmente più difficoltoso, per cui si dovrà ricorrere ad una più intensa pubblicità in tal senso. Comunque la terza fase continuerà finché non sarà possibile trovare altra soluzione. In ogni caso la sede del Circolo può continuare a rimanere presso il Centro per la riabilitazione del cardiopatico alla Maddalena..."

E così venivano a prepararsi per il Circolo nuovi tempi, forieri di importanti trasformazioni che lo avrebbero portato a nuove situazioni, equilibri, lotte ed affermazioni. Sopraggiungeva il periodo di una giovinezza attiva, coraggiosa ed a suo modo... garibaldina.

LA GIOVINEZZA 1984- 1988

Il quinquennio che ora si presentava avrebbe racchiuso tutto un insieme di circostanze, volute o casuali, tali da caratterizzare lo sviluppo del nostro Circolo sia nella sua autonomia operativa, sia in interventi nell'ambito sociale cittadino, sia in una continua ricerca di perfezionamenti di carattere prevalentemente organizzativo.

Era questo il periodo nel quale fatti contingenti, legati ai mutamenti che si prospettavano negli ambiti dell'assistenza sanitaria cittadina, particolarmente nelle strutture cardiologiche, avrebbero determinato l'allontanamento della sede sociale del Circolo Sweet Heart dal Centro della Riabilitazione del Cardiopatico, e successivamente il trasferimento di quest'ultimo dalla struttura ospedaliera della Maddalena a quella attuale presso l'Ospedale Maggiore.

È notevole il fatto che la prospettiva di questo distacco, sebbene preannunciato e quindi ampiamente previsto, causava nell'ambito della collettività sociale un trauma di carattere psichico, curiosamente simile a quello che si nota generalmente in una singola persona nel momento che viene dimessa da un reparto cardiologico: un senso inconscio e latente di ansia e di insicurezza per il venir meno di una assistenza materialmente vicina e diretta. Questa prospettiva causava vivaci e contrastanti reazioni da parte dei Soci. Conseguentemente comportava da parte degli organi dirigenti del Circolo una serie di interventi presso le autorità sanitarie cittadine e regionali, con ricerche di varie e possibili soluzioni alternative onde evitare questo stacco ritenuto traumatico.

In effetti, l'allontanamento dal Centro della Riabilitazione veniva ad interrompere quel contatto immediato e diretto che facilitava la continuità del passaggio dalla fase riabilitativa a quella di mantenimento, quindi la automatica acquisizione di nuovi soci; veniva ancora a mancare quel contatto quotidiano con lo stesso dott. Gori ed il suo personale medico, paramedico e fisioterapico che permetteva scambi di opinioni, consigli, aggiornamenti ed assistenza continua; infine veniva ad interrompersi quel rapporto visivo e materiale che sussisteva tra i soci ed il Consiglio Direttivo, come pure tra i vari soci stessi. Questa serie di problemi veniva a risolversi automaticamente con il dover accettare, obtorto collo, decisioni inevitabili. Di conseguenza nascevano nuovi problemi da esaminare, risolvere, attuare. Il tutto richiedeva una certa rapidità di esecuzione, non priva di temi logistici ed economici, relativa alla ricerca della nuova sede, che si desiderava il più possibile vicina all'Ospedale Maggiore. Questa veniva reperita e presa in locazione in via Massimo D'Azeglio; si trattava di ambienti precedentemente adibiti ad officina meccanica che richiedevano opportuni lavori di ristrutturazione eseguiti in economia dal Circolo stesso. Debitamente arredata, la nuova Sede entrava in piena attività nel 1986.

Problemi, non meno importanti, venivano posti dai corsi della ginnastica di mantenimento gestiti in proprio dal Circolo. Principale problema era la ricerca, che si rinnovava di anno in anno, di ambienti atti a poter svolgere questi corsi. Carenza di palestre, sistemi burocratici sclerotizzati, indifferenza delle autorità preposte, obbligavano a delle trasmigrazioni annuali di questi corsi e talvolta a ritardi iniziali. Infatti, i corsi, cominciati nel 1983 nella scuola elementare Dardi di via Giotto, qui proseguivano nel 1984. Nel 1985 venivano trasferiti presso l'ITIS, che metteva a disposizione non una palestra ma un ambiente destinato a teatrino e per di più sprovvisto di spogliatoi. Si ritornava alla scuola Dardi nel 1986, per passare l'anno seguente presso la scuola media Julia di viale XX Settembre. In compenso, aumentavano le richieste di usufruire dei corsi della ginnastica di mantenimento, che ormai si suddividevano in tre turni sovraffollati. Le funzioni di istruttori, per economicità, venivano svolte volontariamente da alcuni soci che ritenevano di aver debitamente assorbito i sistemi di ginnastica svolta dai fisioterapisti del Centro della Riabilitazione del cardiopatico. Anche la nuova Sede sociale presentava (e presenta tuttora) delle difficoltà e degli svantaggi non indifferenti dovuti alla limitata capienza. È evidente che i bilanci del Circolo, sempre limitati, non avevano permesso il reperimento di un ambiente provvisto di luoghi da poter adibire a sale di riunione, di lettura, di giochi, come normalmente usufruiscono circoli od associazioni similari. Conseguentemente la ristrettezza della sede non offriva l'opportunità da parte dei Soci di poterla usualmente frequentare e goderne gli usi.

Ne conseguiva il fatto che i Soci non volevano o potevano frequentare i corsi della ginnastica di mantenimento e tendevano a disinteressarsi delle attività del Circolo, allontanandosene. Unico sistema per ridurre questo handicap consisteva nel mantenere, rafforzare, migliorare quelle che sono le normali attività sociali, nel tentare di crearne delle nuove, nell'espandersi nell'ambito cittadino facendo conoscere i nostri servizi e propagandone gli scopi.

Proseguivano le partecipazioni alle varie marce non competitive, si ampliavano le gite turistiche con visite alle strutture cardiologiche dei luoghi visitati (rimarchevoli quelle a Bergamo, a Monaco di Baviera, a Vienna), si curavano ulteriormente le visite mensili ai degenti nei reparti della cardiologia e della cardiochirurgia, si sviluppavano conferenze atte alla sensibilizzazione delle malattie cardiovascolari (notevole quella tenuta al Burlo Garofolo dal prof. Alfredo Calligaris sul tema "L'attività fisica nell'uomo giovane-adulto infartuato"), si susseguivano i premi e le borse di studio, si effettuavano i controlli sulla pressione, ecc. ecc.

A completamento di tutte queste attività, chiamiamole di routine, il Circolo Sweet Heart creava nel 1984 le "Giornate del cuore" aventi lo scopo, secondo una delle finalità sociali, di diffondere forme preventive e riabilitative delle malattie cardiovascolari e di sensibilizzare i cittadini sull'incidenza a carattere sociale di queste malattie. Ugualmente con queste manifestazioni lo Sweet Heart tendeva a presentarsi alla città quale componente laica accanto alle strutture cardiologiche che operavano con piena competenza ed efficienza a Trieste. La presentazione di queste prime "Giornate del Cuore" veniva pubblicizzata con la distribuzione nei negozi cittadini di opportuni depliant e dalla affissione di manifesti. La prima manifestazione di queste giornate aveva un corso di tre giorni e veniva svolta nel padiglione delle conferenze presso la Fiera di Trieste. Durante questo periodo si svolgeva una serie di conferenze di carattere medico, concernenti le malattie cardiovascolari ed i sistemi preventivi e curativi. Si effettuavano, da parte del personale della cardiologia, dimostrazioni di interventi in caso di arresto cardiaco, si eseguivano elettrocardiogrammi, misurazioni della pressione. Si presentava una mostra sulle attività del Circolo e sulle sue finalità, corredata da fotografie e filmini esplicativi.

Queste prime giornate furono gratificate da una eccezionale presenza di pubblico e di autorità. Negli anni successivi le "Giornate del cuore" avevano luogo in idonee postazioni, sistemate per lo più in tende da campo, consistevano in offerte al pubblico di depliant divulgativi, e si eseguivano le misurazioni della pressione arteriosa grazie all'assistenza assidua e fraterna del personale della cardiologia. Nell'ambito cittadino queste manifestazioni si svolgevano non contemporaneamente in piazza Unità, piazza Goldoni, via delle Torri ed in Campo S. Giacomo. Una postazione veniva fatta pure a Muggia.

Sempre nel 1984, dopo ripetuti ed inutili interventi presso le autorità regionali e cittadine, onde evitare la paventata chiusura del reparto della cardiochirurgia del dott. Branchini, il Circolo proponeva ed organizzava una raccolta di firme da parte dei cittadini per sollecitare le autorità a rivedere la loro decisione. Questa campagna, supportata dalla stampa, da manifesti e dalle varie associazioni che si erano validamente affiancate alla nostra protesta, riusciva a raccogliere ben 72.734 firme di cittadini con il risultato di poter mantenere a Trieste il reparto di cardiochirurgia, tuttora validamente e felicemente operante. Invitato a partecipare alla trasmissione televisiva CHECK-UP, condotta dal noto giornalista Mario Trufelli, il Circolo inviava nel 1983 quattro suoi delegati, i quali prendevano parte ad una di queste trasmissioni che si svolgevano a Napoli. Conseguenza ne fu che il Circolo ebbe modo di presentarsi come l'unica associazione composta da cardiopatici.

Ma il far conoscere in campo nazionale l'esistenza di questo Circolo triestino, i suoi scopi, le sue attività, la sua storia, contribuiva automaticamente al sorgere in varie parti d'Italia di circoli od associazioni similari, le quali ripetutamente contattavano il nostro Circolo per ottenere notizie, dettagli, consigli o semplicemente per presentarsi. Successivamente queste varie associazioni, riconoscendo la nostra primogenitura, invitavano il Circolo Sweet Heart ad organizzare in Trieste un convegno nazionale delle associazioni di cardiopatici con lo scopo di costituire una federazione tra le stesse. Così il 28 giugno 1986, con la partecipazione di oltre venti tra le più importanti associazioni e di illustri clinici italiani e stranieri, sorgeva in Muggia la Federazione Italiana Associazioni Cardiopatici - FIAC.

Ottenuta nel 1984 la convenzione con la USL, il Circolo veniva riconosciuto ufficialmente quale Associazione di Volontariato Convenzionata. I delegati del nostro Circolo avevano modo di partecipare attivamente alle riunioni che, in ambito locale, si svolgevano periodicamente tra le varie associazioni convenzionate con la USL Triestina. Nel 1985, partecipando al Convegno Regionale delle Attività di Volontariato Convenzionato con le USL, che si svolgeva a Udine, il nostro Circolo aveva occasione di presentare una relazione consistente in uno studio atto a sviluppare una azione di collegamento e di coordinazione tra le sessanta associazioni e le dodici USL regionali presenti allo stesso convegno.

Altra caratteristica di questo quinquennio era la ricerca costante di migliorare le strutture organizzative, di acquisire una fisionomia il più perfetta possibile. Ma tutto ciò comportava la necessità di modifiche allo statuto sociale che pertanto subirà varie revisioni decise nelle Assemblee Straordinarie degli anni 1984, 1985, 1988.

L'Assemblea del 1984 presieduta dal notaio Camillo Giordano comportava, a richiesta dei soci partecipanti, una completa revisione dello statuto sociale originario (quello del 1978) con modifiche di carattere sia strutturale che organizzativo. Infatti, si cambiava la denominazione del Circolo che allo "Sweet Heart" vedeva aggiunta la sua traduzione italiana di "Dolce Cuore"; alle varie tipologie di soci veniva aggiunta quella di socio onorario; si aumentava il numero dei componenti del Consiglio Direttivo che passava da sette ad otto membri; tra gli organi sociali compariva il Collegio dei Probiviri; modifiche venivano fatte sulle modalità di convocazione delle Assemblee e sulle nomine dei loro Presidenti.

L'anno successivo, il 1985, si richiedeva una ulteriore Assemblea Straordinaria per aggiornamenti da apportar sulle figure dei Soci, dei Sindaci, dei Probiviri.

Data la relativa importanza delle modifiche non veniva richiesta la presenza di un notaio. Nella contemporanea Assemblea ordinaria veniva presentato ed approvato il Regolamento Elettorale.

Ben più importante, ed in un certo senso rivoluzionaria, risultava essere l'Assemblea Straordinaria convocata nel 1988 dal Consiglio Direttivo che era allora in fine di mandato. Questa Assemblea era stata richiesta onde ottenere modifiche sulle figure e mansioni dei componenti il Comitato Tecnico. Non era stata ritenuta necessaria la presenza del notaio.

Inaspettatamente, in apertura di Assemblea, veniva presentata una mozione, sottoscritta da novantacinque soci, con la quale si richiedeva che la Presidenza del Circolo, precedentemente votata nell'ambito interno del primo Consiglio Direttivo susseguente alle elezioni, venisse invece affidata automaticamente a chi risultasse avere ottenuto il maggior numero di voti derivato dalle elezioni dei componenti del Consiglio Direttivo. Dopo acceso dibattito, passata ai voti, questa mozione veniva accolta.

Nella successiva Assemblea Ordinaria, su proposta del Presidente di questa ed all'unanimità dei soci presenti, Arrigo Curiel Presidente del Circolo, in fine di mandato, veniva eletto "Presidente Onorario". Nelle elezioni che seguiranno, nuovo Presidente del Circolo risultava essere Aurelio Scrobogna.

Nel 1988 il Circolo Sweet Heart, compiva il primo decennio di vita, durante il quale la Presidenza era sempre stata affidata ad Arrigo Curiel. Questo decennio si era contraddistinto per le lotte a fianco ed a difesa della cardiologia triestina, per le continue ricerche e tentativi di migliorare, perfezionare ed onorare quelli che originariamente erano stati gli scopi della nascita del nostro Circolo. Necessariamente, date le circostanze, era stato un decennio condotto da una amministrazione forse poco attenta alle forme, poco fiscale o burocratica, ma senz'altro avente un carattere più garibaldino che tecnico: forse questa sua peculiarità è stata il suo merito maggiore che lo ha reso, almeno per me che lo ho vissuto, un magnifico decennio.

Ora si presentava il secondo decennio. Un nuovo nocchiero prendeva in mano il timone. Scrobogna veniva ad ereditare un Circolo attivo e fecondo, ma non per questo privo di problemi o di difficoltà. Si entrava nella seconda giovinezza. quella della maggiore età.

LA SECONDA GIOVINEZZA: QUELLA DELLA MAGGIORE ETÀ. 1988 - 1993

L'avvento del nuovo Presidente ed il ricambio di buona parte del gruppo dirigente del Circolo comportava, come del resto prevedibile, un leggero mutamento di rotta con conseguenti modifiche alla linea di condotta che, sino a quel momento, aveva guidato la politica dello Sweet Heart. Queste modifiche non saranno rivoluzionarie ma graduali e contenute, determinate non solo dalle nuove personalità emergenti del Circolo ma dal modificarsi dei tempi e della società civile, non muteranno le peculiarità della nostra Associazione ma, in un certo senso, le regolarizzeranno.

Uno dei primi problemi che si prospettavano alla nuova Amministrazione era quello di chiarire i rapporti con l'Associazione degli Amici del Cuore. I due Circoli, sorti nello stesso periodo, pur avendo finalità uguali, quali la lotta contro le malattie cardiovascolari e la collaborazione con le strutture ospedaliere, si presentavano con caratteristiche differenti, sebbene sussidiarie, nei riguardi della cardiologia triestina.

Gli Amici del Cuore, sorti autonomamente e con una visione prammatica sul come raggiungere gli scopi prefissi, avevano acquisito una struttura che, oserei dire, presentava un aspetto caratterialmente commerciale. Infatti, questa Associazione veniva ad assumere, nei riguardi della Cardiologia, sembianza di sussistenza prevalentemente economica quale complemento alle ormai usuali carenze che si verificavano nel sistema sanitario nazionale, regionale, locale. Il Circolo Sweet Heart, invece, era sorto nell'ambito stesso della Cardiologia in quanto formato prevalentemente da ex degenti, aveva sviluppato caratteristiche complementari alle metodologie di assistenza medica in campo cardiologico e nei riguardi dei terzi si esponeva a dimostrazione visiva e pratica sulla efficacia delle cure ricevute dai suoi soci ex cardiopatici.

Durante il primo decennio i rapporti tra le due associazioni erano stati caratterizzati da una certa reciproca freddezza, nonostante che da parte delle strutture cardiologiche si susseguissero solleciti inviti alla unificazione dei due gruppi; la naturale, direi logica, aspirazione a mantenere le proprie particolarità e la propria autonomia da parte dei due Circoli avevano sino ad ora frenato questi propositi. Contemporaneamente, parecchi dei nostri soci risultavano essere aderenti pure agli Amici del Cuore, e da parte di questi soci si avevano pressanti richieste per una maggior cooperazione tra le due Associazioni.

Il soddisfare queste esigenze diventava perciò una mansione da adempiere da parte della nuova dirigenza del secondo decennio. Ed infatti, il conseguente ritrovarsi delle due Associazioni nel nome dei comuni intenti dava origine ad una collaborazione di fratellanza, tutt'ora efficace e valida. Una situazione simile veniva in essere nel 1989, con il sorgere a Muggia del Circolo Cuore Amico. Questa nuova Associazione muggesana di cardiopatici, ispirata da alcuni apostati dello Sweet Heart contrari alla nuova dirigenza, creava un naturale ed imbarazzante antagonismo nell'ambito della stessa Provincia.

Bisogna infatti prendere in considerazione l'articolo 2, paragrafo "A" dello statuto dello Sweet Heart che recita: Riunire i Cardiopatici della Provincia di Trieste per mettere a disposizione degli Organi Sanitari le loro esperienze personali. Fortunatamente, alla Presidenza di questi due sodalizi di cardiopatici erano state poste persone di molto buon senso, le quali riuscirono a calmare bollori ed astiosità facendo intendere che questo antagonismo e dualismo non aveva alcun scopo di sussistere per soddisfare soltanto ambizioni personali e di prestigio, ma che dovevano esser ben presenti, ed erano di molto più importanti, gli scopi morali comuni alle due parti.

Pertanto. suddividendo nei due ambiti territoriali della stessa Provincia le attività sociali, queste potevano venir attuate localmente in modo migliore e più razionale, godendo anche di una reciproca assistenza e collaborazione. Conseguentemente già nel 1990 si aveva un accordo di collaborazione e l'Informatore metteva a disposizione del Circolo fratello uno dei suoi fogli. Questa collaborazione continua tutt'ora e da parte nostra non possiamo altro che constatare con soddisfazione il costante progredire del Cuore Amico di Muggia, fecondo in attività ed in costante crescita.

Ulteriore problema, che la nuova dirigenza doveva affrontare, era quello di chiarire i rapporti che intercorrevano con la FIAC, ossia la Federazione che intendeva riunire in campo nazionale tutte le Associazioni di Cardiopatici esistenti in Italia. Questi rapporti erano caratterizzati da un contenzioso prevalentemente di carattere amministrativo, dovuto a spese sostenute dalla FIAC ma non riconosciute dal nostro Circolo, tanto che il Consiglio Direttivo dello Sweet Heart, per diffondere le proprie ragioni, si faceva rappresentare alla Assemblea della FIAC del 1988 da un legale, all'uopo incaricato. Questo stato di fatti non migliorava negli anni successivi.

Nella Assemblea FIAC del 1989 il nostro Circolo decideva di astenersi da tutte le attività poste in essere dalla FIAC, non supportandone le relative spese ad eccezione dei pagamenti concernenti il canone sociale dovuto a quella Federazione. Questi rapporti venivano a peggiorare successivamente, anche per il prevalere nell'ambito FIAC dell'influenza dell'ambiente medico, con caratteristiche che minacciavano pure influssi di carattere politico. Ne risultava conseguentemente che il Consiglio Direttivo del nostro Circolo nella riunione del 20/10/92 stabiliva quanto segue: "Il Consiglio Direttivo decide di inviare il Vice Presidente Pietro Di Fusco a Firenze il 25/10/92 per presenziare all'Assemblea straordinaria della FIAC e portare il pensiero di quanto deciso nella riunione di cui all'oggetto. Il parere del Presidente e dei membri del Consiglio è del tutto negativo sull'operato della FIAC, dato i risultati piuttosto deludenti ottenuti finora. Il Presidente prospetta la costituzione di una Consulta per ogni Regione (ad esempio come la nostra), inoltre propone la rifondazione della FIAC stessa, creare un nuovo statuto ed un nuovo Consiglio Direttivo, il quale dovrà essere composto da un rappresentante di ogni Regione. Il Vice Presidente Pietro Di Fusco dovrà, inoltre, astenersi dal prendere od approvare qualsiasi decisione venisse presa in Assemblea, senza prima aver sentito il parere di questo Consiglio Direttivo". Nel verbale della successiva riunione del Consiglio Direttivo, ossia quella del 10/11/92, si legge: "Si prende in esame il caso FIAC. Il Vice Presidente Di Fusco legge la relazione della Assemblea Straordinaria della FIAC il 20/10/92. Il Vice Presidente Di Fusco, oltre ad aver rispettato il volere del Consiglio Direttivo, ha ottenuto praticamente quello che il nostro Consiglio si attendeva, perciò il suo parere è quello di rimanere nella FIAC, attendere le decisioni del Comitato di Studio, dare, in altre parole, ancora una possibilità alla FIAC prima di uscire definitivamente dalla Federazione. Di parere diametralmente opposto il Presidente Scrobogna, il quale vorrebbe uscire subito, dati i risultati del tutto negativi ottenuti dopo sei anni di attività.

Il Consigliere Maiola propone di rinviare la decisione sulla votazione se uscire o meno dalla FIAC. Il Consiglio Direttivo accetta la proposta e rinvia la decisione definitiva al prossimo Consiglio Direttivo". Effettivamente, da quanto risulta allo scrivente, non si riscontra alcuna decisione in merito alla uscita dello Sweet Heart dalla FIAC che sia stata ufficializzata dai successivi Consigli Direttivi, posti sotto la Presidenza di Scrobogna. Ma il sussistere di questo stato conflittuale con la Federazione in campo nazionale, aveva invece comportato contatti sempre più stretti e frequenti con le Associazioni di Cardiopatici esistenti nell'ambito delle Tre Venezie. I primi contatti si erano stabiliti sin dal 1988 in seguito a scambi e visite sociali con le Associazioni di Castelfranco Veneto e di Piove di Sacco. Culminavano nel 1992 con la promozione di una "Consulta delle Associazioni del Cuore del Nord-Est", o meglio del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia. A questa Consulta partecipavano oltre che Muggia, Castelfranco Veneto, Piove di Sacco, anche le Associazioni di Vicenza, San Donà di Piave, Monselice, Montebelluna, Bassano del Grappa, Pordenone.

Nel 1989 si rinnovava il nuovo contratto con la U.S.L., mentre proseguivano i contatti con le altre Associazioni del Volontariato triestino. Venivano curati ulteriormente i rapporti sia con la stampa che con la televisione. Infatti, nel 1988, una delegazione del nostro Circolo veniva invitata a visitare la nuova sede del "Piccolo". Si mantenevano saldi pure i contatti con la RAI, particolarmente tramite il dott. Mario Trufelli, animatore della nota e fortunata trasmissione "Check-Up". Proseguivano altresì le normali attività del Circolo. Le usuali e periodiche visite ai degenti in Cardiologia e Cardiochirurgia dell'Ospedale Maggiore si estendevano, nel 1988, pure al reparto cardiologico del Burlo Garofolo, con doni di libri ai piccoli ospiti. Nel 1989 queste visite si ampliavano pure a Cattinara, ma con una intensità minore.

In sede, seguitavano le misurazioni della pressione a favore della cittadinanza e nel 1992 si iniziava il nuovo servizio, a favore dei soci, ossia quello consistente nella valutazione del colesterolo. Il classico "Festino sotto l'Albero" natalizio si trasferiva, nel 1989, dalla Stazione Marittima alla Ginnastica Triestina, mantenendo le usuali elargizioni di premi e riconoscimenti di borse di studio. Le marce classiche, quali la Carsolina, la Settembrina, la Ciclamina, che avevano avuto precedentemente una larga partecipazione di soci, si riducevano gradatamente fino a perdere quei primati di partecipazione, con relative coppe, per i gruppi più numerosi che le avevano anteriormente caratterizzate. Anche una marcia sociale denominata "Passeggiata Dolce Cuore", organizzata nel 1989, aveva poco successo di partecipazione. Evidentemente, con l'andar del tempo, i nostri soci si impigrivano. Resisteva la classica gita sociale sul monte Lanaro che, nel 1988, fu gratificata dalla compartecipazione dei soci del Circolo dei Cardiopatici di Castelfranco Veneto. È importante notare che nel 1988 si stipulava pure un accordo con i radioamatori del "Radio Club di Trieste" con il quale questi volontari davano assistenza radio durante le nostre marce, onde aver, in caso di incidenti, un pronto ed immediato soccorso. Continuavano, invece, ad aver successo le gite sociali che si susseguivano frequenti e che talvolta ci permettevano contatti con i Circoli di Cardiopatici esistenti nei luoghi visitati. Si succedevano negli anni, abbastanza regolarmente, le manifestazioni dedicate alle "Giornate del Cuore".

Nell'ottobre del 1988, questa giornata veniva celebrata in piazza Unità in concomitanza ed in compartecipazione alla Giornata del Volontariato. Nell'anno successivo veniva ad assumere maggior rilevanza, sia per la formazione di postazioni fisse in varie zone del circondario (18 - 22 settembre) e per postazioni fisse in vari punti della città (24 settembre), principalmente dedicate alla misurazione della pressione arteriosa, sia per l'organizzazione di una serie di conferenze e di una mostra, concernenti le malattie cardiovascolari, svoltesi il giorno 23 settembre alla Fiera di Trieste. Negli anni successivi le Giornate del Cuore erano caratterizzate soltanto dalle postazioni fisse del circondario e cittadine, ma sempre gratificate da una larga partecipazione di pubblico. Nel 1992 le giornate del cuore, eccezionalmente, furono abbinate al Meeting della Cardiologia Triveneta e dell'Alpe - Adria, in quanto l'organizzazione di questo meeting era stata affidata al nostro Circolo.

Proseguivano regolarmente e con successo i corsi della Ginnastica di Mantenimento. Alla sempre maggior richiesta di partecipanti si opponeva la sempre cronica maggior difficoltà a reperire ambienti idonei allo svolgimento di questi corsi. Grazie ad un intervento del comm. Rovis, si potevano iniziare, nel 1989, i corsi presso la Ginnastica Triestina, che era però disponibile soltanto la mattina e poteva soddisfare due dei quattro turni richiesti. Restava pertanto giocoforza il dover usufruire pure delle strutture pubbliche per poter soddisfare le esigenze dei vari partecipanti. Essendo non disponibile la palestra della scuola Julia, a causa di lavori di ristrutturazione, per alcuni anni si ebbero trasmigrazioni varie. Si usufruirono, nel tempo, della palestra di un circolo sportivo sito presso la stazione di Campo Marzio, di quella della scuola Rittmeyer di Barcola, della scuola Lovisato in via Svevo. Fortunatamente, nonostante tutte queste difficoltà, i corsi poterono svolgersi nel modo più possibile regolare. È veramente importante notare che questi corsi, precedentemente diretti da soci disponibili a questo compito ma professionalmente non abilitati, venivano posti, nel 1989, sotto la guida di professori di ginnastica, laureati all'ISEF (Istituto Superiore di Educazione Fisica) e particolarmente specializzati per la mansione loro affidata. Ai corsi della ginnastica di mantenimento si affiancavano negli anni 1988 e 1989 pure dei corsi di ginnastica Yoga, che ebbero una discreta riuscita.

Una iniziativa di indubbio successo nasceva nel 1988, ossia la ormai famosa gara di bocce denominata "Lui e Lei". Credo sia sorta spontaneamente per iniziativa di alcuni soci, ma veniva subito recepita dal gruppo dirigente che se ne assumeva il patrocinio. Anche questa manifestazione, che si ripeterà con sempre maggiori affermazioni negli anni successivi, è ora diventata un patrimonio delle attività caratteristiche del nostro Circolo di cardiopatici.

Nel 1990 ricorreva il decennale di fondazione dell'Informatore, creato, gestito, diretto dall'amico Sergio Borri. Ma in questa occasione, avendo il dott. Borri ritenuto esaurito il suo compito, il Circolo affidava la Direzione del suo giornale prima al Sig. Firmiani e successivamente al prof. Gherbitz. Nel periodo in esame, ossia quello della Presidenza Scrobogna, nelle Assemblee Straordinarie degli anni 1989 e 1992 si ebbero ulteriori modifiche allo Statuto del Circolo. concernenti sia una chiarificazione di alcune norme, che potevano dare adito a dubbi interpretativi, sia innovazioni aventi lo scopo di adeguare meglio le necessità di un Circolo in continua espansione. Ulteriori modifiche venivano apportate pure al Regolamento Elettorale, con lo scopo di garantire maggior segretezza e correttezza nelle operazioni di voto. Alla scadenza del suo mandato, durante la Assemblea ordinaria del marzo 1993, Aurelio Scrobogna non si presentava più candidato alle elezioni sociali. Si chiudeva così il secondo ciclo Presidenziale in concomitanza della ricorrenza quindicinale della fondazione dello Sweet Heart. In quelle elezioni risultava eletto Presidente Silvano Sai, che alla testa del rinnovato Consiglio Direttivo, si accingeva nel difficile compito di guidare il nostro Circolo verso mete future.

IL CIRCOLO OGGI: Cl Sl AVVIA VERSO L'ETÀ ADULTA (1993- 1999)

Con la presidenza Sai il Circolo Sweet Heart veniva ad acquisire una sua nuova caratterizzazione.

Gli inizi del mandato del nuovo Presidente risultavano essere effettivamente irti di difficoltà impreviste. Lo si può evincere rileggendo la relazione sulle attività dell'anno 1993 presentata dallo stesso Presidente Sai alla successiva Assemblea sociale: "... Non può essere trascurato il fatto che il Direttivo in carica è formato in parte da persone che non avevano svolto prima la attività in cui ora sono preposte... È giusto si sappia che alcuni Consiglieri sono stati obbligati a sospendere l'attività per periodi più o meno lunghi, non certo per loro volontà, ma per cause di forza maggiore. In relazione a ciò vi possono essere stati rallentamenti e ritardi nell'attività. Anche le dimissioni dell'amico Filippi Pietro dalla carica di Segretario ha portato scompenso... Ma oltre a queste dimissioni altre vi sono state. La totalità del Collegio dei Probiviri ha lasciato l'incarico..." Un altro problema prospettatosi al nuovo Presidente era derivato dal fatto che nessuno dei componenti il Consiglio Direttivo si era ritenuto idoneo ad assumere il mandato di Tesoriere. Conseguentemente il Consiglio, stimando compatibile una duplicità di mandato ad una stessa persona, delegava il Presidente Sai ad assumere pure l'incarico di Tesoriere. Questa duplice funzione verrà riconfermata anche dal Consiglio Direttivo espresso nelle elezioni del 1996.

Nonostante tutte queste difficoltà iniziali, il Consiglio Direttivo organizzava nell'ottobre del 1993 una riuscita manifestazione per celebrare i quindici anni di vita del Circolo. La celebrazione, svoltasi nella sede maggiore dell'Unione Commercianti, vedeva la presenza di un numeroso pubblico, autorità, rappresentanze di Associazioni consorelle. Dopo le prolusioni di rito, la consegna di un premio per onorare la memoria del fratello del dott. Humar, seguiva una tavola rotonda che aveva per relatori il prof. Camerini ed i dottori Scardi, Gori, Pandullo, Pivotti.

Sempre nel 1993, il Circolo acquistava un apparecchio denominato Reflotron da adibire agli esami dei valori ematici (colesterolo, trigliceridi, glicemia). Così questi esami, gratuiti per i Soci, venivano a completare e perfezionare quelli usuali della pressione arteriosa. Nell'anno successivo, a cura del Circolo, veniva stampato un opuscolo contenente le risposte date dal dott. Scardi a precise domande poste da vari cardiopatici. Contatto primario dello Sweet Heart con tutti i suoi soci, con le autorità civili e sanitarie, con le Associazioni sorelle di Muggia e del Triveneto, rimaneva sempre il nostro giornale L'Informatore, che nel corso degli anni perfezionava e curava la forma editoriale, abbellendo anche l'aspetto.

Dopo varie peripezie iniziali, dovute alla ormai consueta ed endemica carenza di palestre, negli anni successivi si stabilizzavano pure i corsi della ginnastica di mantenimento, guidati sempre da istruttori abilitati. Questi si svolgevano sia presso la Ginnastica Triestina (due turni antimeridiani trisettimanali), sia presso la scuola Julia di viale XX Settembre (due turni serali trisettimanali). Inoltre, onde poter soddisfare le aumentate richieste, si organizzava nel 1997 un ulteriore turno, ma bisettimanale, sempre presso la scuola Julia. Negli anni 1994 e 1995, ai partecipanti ai corsi della ginnastica venivano consegnate gratuitamente delle magliette (T-shirt) con sopra impresso il logo del nostro Circolo. Le ormai consuete "Giornate del Cuore" settembrine venivano svolte nelle usuali postazioni di Basovizza, Opicina, Prosecco, Aurisina, completate da quelle cittadine (S. Giacomo, via delle Torri, piazza della Borsa). Non tutte queste giornate potevano godere di una felice riuscita a causa delle sfavorevoli condizioni meteorologiche.

Normale routine per le visite ai degenti in cardiologia e cardiochirurgia. Le consuete e tradizionali marce non competitive venivano ridotte alla sola "Carsolina", con però sempre minor partecipazione da parte dei nostri soci; né maggior successo potevano avere le annuali marce sociali sul Lanaro, anche a causa di ripetute situazioni di maltempo. Resta però il fatto che il progressivo aumento della motorizzazione ha effettivamente impigrito l'attività motoria dei nostri soci, facendo preferire loro l'uso del volante a quello delle gambe.

Maggiori fortune, nel succedersi degli anni, veniva a fruire la manifestazione "Lui-Lei", nella quale sempre più agguerrite coppie si contendevano, tramite ripetuti lanci di bocce sul povero pallino, l'ambita coppa. Pure il "Festino sotto l'albero", la caratteristica festa natalizia e di fine anno, godeva sempre di una felice partecipazione dei soci e veniva sempre impreziosita dalla consegna di riconoscimenti al personale della cardiologia. Purtroppo necessità logistiche ed economiche, come pure la esigenza di eliminare partecipazioni abusive, costringevano il Consiglio Direttivo a rilasciare, dietro pagamento, un invito alla manifestazione. Questa limitazione veniva ben compresa ed accettata di buon grado da parte dei soci. I rapporti con la Federazione Italiana Associazioni Cardiopatici (FIAC) si mantenevano sempre epidermici, riducendosi praticamente alla sola partecipazione nelle Assemblee di quella Federazione. Invece, sempre più stretti e solidi divenivano i rapporti con le consorelle Associazioni di Muggia e del Triveneto tramite scambi di visite frequenti e contatti continui. Pagine dell'Informatore venivano messe a disposizione di tutte queste Associazioni per informazioni inerenti le loro attività.

La sede sociale richiedeva una serie di lavori di manutenzione e riparazioni varie, che venivano debitamente effettuate. Si provvedeva pure all'acquisto di mobilio necessario per le attività sociali. Note dolenti continuavano ad aversi in merito alla partecipazione o all'interessamento di molti soci alla vita ed attività del Circolo. La qual cosa veniva evidenziata particolarmente dalle molte morosità sul pagamento dei canoni sociali, nonostante che l'esiguo costo di questo tributo sia sempre rimasto invariato da ben vent'anni. Con l'Assemblea del marzo 1996 si completava il mandato degli organi sociali eletti nel 1993.

Conseguentemente si provvedeva allo svolgimento delle elezioni, dalle quali risultavano eletti i dirigenti tutt'ora in carica. Silvano Sai veniva riconfermato Presidente del Circolo. Nella Assemblea sociale del 1997 il Consiglio Direttivo presentava all'approvazione dei soci numerose modifiche allo Statuto sociale. Credo che il più importante mutamento apportato sia quello relativo alla elezione del Presidente del Circolo. Questi, ritornando all'antico, non risulterà essere colui che avrà ottenuto dalle elezioni alla carica di consigliere il maggior numero di voti, ma verrà eletto nell'ambito del Consiglio Direttivo in carica. Il 4 marzo del 1978, data della prima Assemblea sociale, nasceva il nostro Circolo, nel 1998 ne ricorreva il ventesimo anno di attività. Il Consiglio Direttivo stabiliva di far risaltare questo avvenimento con una serie di manifestazioni da celebrarsi nel mese di novembre (il 27/11/98 è la data della registrazione notarile dello Sweet Heart presso il Tribunale di Trieste).

Questa decisione solleva le forti proteste di un gruppo dei soci fondatori, i quali, polemicamente, al di fuori delle strutture ufficiali del Circolo, celebrarono questa ricorrenza il 4/3/1998 presso il Centro per la Riabilitazione del cardiopatico dell'Ospedale Maggiore. A loro volta, le celebrazioni ufficiali venivano svolte con una serie di manifestazioni: il 19 novembre il Prof. Fioretti, primario cardiologo a Udine, teneva una conferenza sulle differenze intercorrenti tra l'assistenza sanitaria nazionale e quella estera; presso la galleria del Tergesteo veniva esposta una mostra di disegni aventi argomenti inerenti al cuore, fatti da studenti delle scuole medie e completata da fotografie illustranti le attività del nostro Circolo; veniva pubblicato un volumetto contenente le risposte date dal dott. Sabino Scardi, direttore del Centro cardiovascolare, a domande di carattere cardiologico postegli, tramite l'Informatore, da alcuni soci. Nonostante la poca propensione dimostrata negli ultimi anni da gran parte dei soci a partecipare a marce quali la Carsolina o il Lanaro, il Circolo decideva di aderire alla parte non competitiva della nascente nuova marcia denominata "Bavisela". E' interessante notare che, se a questa prima manifestazione si erano iscritte soltanto 59 persone, negli anni successivi la partecipazione dei soci alla "Bavisela" aumenterà progressivamente, tanto che nell'anno 2002, il Circolo otterrà la coppa per il maggior gruppo di partecipanti. Il 29 marzo 1999, con l'Assemblea annuale, veniva a scadere il mandato triennale degli organi direttivi e di conseguenza si effettuavano le nuove elezioni. Il presidente uscente SAI, che non si ripresentava candidato, concludeva la sua relazione all'Assemblea dei soci con queste semplici ed umane parole: "La mia presidenza si è conclusa. Sono stati sei anni in cui ho operato nell' interesse del nostro Circolo. Altri avrebbero una maggiore attività. Sono comunque convinto che chi assumerà la presidenza opererà affinché vi sia un continuo sviluppo dell'attività. Un sentito grazie per la fiducia concessami."

IL CIRCOLO NEL NUOVO SECOLO: L'ARGENTO DEI VENTICINQUE ANNI (1999-2003)

Il nuovo Consiglio Direttivo, rinnovato circa per il 90%, eleggeva Presidente il Socio Tullio Stricca, il quarto dopo Curiel, Scrobogna, Sai.

Il nuovo Presidente provvedeva a convocare il 12/10/99 una Assemblea straordinaria, sia per presentare ai soci la linea che intendeva imprimere alle attività sociali, sia per un aggiornamento della situazione economica che richiedeva un sollecito miglioramento. Infatti, in base al D.L. 460 dd. 4/12/97, il Circolo Sweet Heart, iscritto quale Ente di tipo Associativo nell'ambito del volontariato regionale, era considerato "Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale" (ONLUS), la qual cosa veniva a comportare ulteriori impegni di carattere legislativo e fiscale.

Dati gli alti costi delle palestre della Ginnastica Triestina, grazie ad un accordo con l'Associazione Benessere, il primo ed il secondo turno della ginnastica di mantenimento potevano venir trasferiti, a costi meno onerosi, presso il Palazzetto dello Sport di via Visinada. Superato il "Festino sotto l'albero" del 1999, lo scorrere del tempo a volte lento a volte veloce ma inesorabile nelle sue scadenze, portava noi tutti nel XXI secolo.

E così nello spazio temporale dell'anno 2000 vi accedeva pure il nostro Circolo con le sue tradizioni, i suoi impegni ma soprattutto con le sue speranze. Il 16 marzo, nella sede sociale, avveniva un incontro tra il Consiglio Direttivo ed alcuni dei soci fondatori, per rafforzare le reciproche conoscenze e per uno scambio di idee, in base alle comuni esperienze, sulle attività della nostra Associazione. Il nuovo Primario della Divisione di Cardiologia, dott. Gianfranco Sinagra, incontrava i partecipanti ai corsi della ginnastica di mantenimento per una informale conversazione tecnico/divulgativa sulla cardiologia.

Il 10/04/2000, la normale Assemblea ordinaria, veniva preceduta da una Assemblea straordinaria, alla presenza del notaio dott. Alberto Giglio, per aggiornare la scadenza della durata del Circolo dalla data del 31/12/2000, prevista nell'atto costitutivo originale, a quella del 31 dicembre 2050. In aggiunta alle normali attività svolte a favore dei Soci (ginnastica, bocce, cene, etc.), anche per incrementare gli incontri tra i vari affiliati, veniva organizzata una serie di tè danzanti presso il Circolo Sottufficiali di via Cumano. In accordo con la divisione di Cardiologia ed a cura della dott.ssa Barbieri veniva predisposto un corso, destinato ai soci, sulla rianimazione in caso di arresto cardiaco. A coloro che avevano superato il relativo esame veniva assegnato un attestato di partecipazione. Nella ricorrenza dei morti del 2 novembre, presso la chiesa di S. Antonio Taumaturgo, veniva celebrata una S. Messa in suffragio dei Soci e dei Famigliari defunti. Per adempiere alle funzioni richieste dallo Statuto e dal volontariato, oltre alle usuali Giornate del Cuore, alla misurazione della pressione ed ai vari controlli ematici, venivano predisposte ulteriori attività. In accordo con il dott. Gori si curavano incontri bisettimanali con i cardiopatici del Centro per la Riabilitazione; tramite il dott. Sabino Scardi nostri soci venivano sottoposti a visite di controllo presso il Centro Cardiovascolare; in collegamento con il dott. Fonda si attuavano visite ai bambini ricoverati presso il Burlo, portando loro doni; presso l'Auditorium del Lloyd Adriatico si organizzava un meeting, curato dal dott. Gianfranco Sinagra, dal dott. Sabino Scardi e dal prof. Fulvio Silvestri, avente quale argomento: "Progressi in tema di infarto miocardio acuto". In compartecipazione con altre Associazioni, un gruppo numeroso di nostri Soci assisteva ad un corso di formazione al volontariato per la lotta contro il tabagismo organizzato dalla Lega Italiana contro i Tumori; presso la Ginnastica Triestina si iniziava un corso bisettimanale di ginnastica per la "terza età" a favore dei nostri famigliari o simpatizzanti, con una quota di partecipazione inferiore a quella praticata da corsi similari; infine, gli accertamenti ematici relativi al colesterolo, trigliceridi, glicemia, il controllo della pressione, svolti usualmente in sede o nel corso di manifestazioni sociali, venivano estesi, durante il periodo estivo, nell'ambito dei vari campeggi esistenti nella Provincia.

Sostenuta dal Circolo, in collaborazione con la divisione di Cardiologia e con il coordinamento del dott. Gori, si perfezionava una operazione denominata "GRANT". Un gruppo di giovani medici, da poco specializzati o specializzandi in cardiologia, a seguito di una serie di colloqui e controlli su un numeroso gruppo di nostri Soci, doveva confrontare le relazioni diagnostiche, risultanti dalle condizioni rilevate nei casi esaminati, con dei problemi che a suo tempo erano già stati risolti. A conclusione dei lavori la elaborazione dei dati raccolti ed i risultati conseguenti saranno destinati ad una pubblicazione ed a favore dei giovani medici verrà riconosciuto, da parte del Circolo, un compenso economico. Ma a parte la componente tecnica ed economica di questa operazione, si tendeva a creare uno stato di rapporto umano ed una confidenza tale da poter trasferire ai giovani sanitari quei principi attivi e quei valori che hanno costituito le premesse per la nascita di Associazioni quali la nostra.

Scadendo il mandato degli Organi Direttivi, a seguito della Assemblea Sociale del 16/04/2002, si svolgevano nuove elezioni. Il Consiglio Direttivo uscente si ripresentava candidato nella gran parte dei suoi componenti. Il Socio Tullio Stricca veniva rieletto Presidente per il suo secondo mandato. A lui ed ai suoi collaboratori il compito di guidare le sorti dello Sweet Heart oltre le soglie del 4 marzo 2003, data che segna il venticinquesimo anno di vita del Circolo.

CONCLUSIONE SUPERATI I VENTICINQUE ANNI: VERSO IL DOMANI

Ho tentato di esporre, nei miei limiti, la storia dello Sweet Heart nel corso dei suoi venticinque anni. Mi sono attenuto, dove possibile, alle fonti risultanti dai verbali dei vari Consigli Direttivi e delle Assemblee sociali, tentando di evitare quelle che potevano essere le mie impressioni, derivate da esperienze personali nella vita del Circolo. Da tutto ciò, forse, ne è sorta una esposizione distaccata, ma spero, il più realistica ed il meno apologetica possibile in conformità, anche, delle caratteristiche che hanno distinto tutte le attività del Circolo: semplicità e spontaneità.

Il Circolo "Sweet Heart" non è il più grande, né il più importante dei vari sodalizi che compongono ed onorano il volontariato della nostra Trieste. Tenta di fare, con pazienza, ed umiltà, il meglio che gli è concesso di realizzare, ben consapevole dei suoi limiti e delle sue forze. Ma una cosa è certa: continuerà il suo cammino nel domani con la stessa costanza. fedele alle sue origini, consapevole di contribuire ad aiutare il nostro prossimo, degno e semplice operatore a fianco della Cardiologia triestina nelle sue quattro componenti.

Chiudo questa storia dei primi venticinque anni del nostro Circolo. Lasciando il testimone di questa staffetta nel tempo a chi vorrà continuare a descrivere la vita nel corso degli anni futuri.

Per parte mia, visto che, quattro Presidenti che hanno condotto il Circolo due sono alpini, ed in forza della ormai storica "par condicio", mi permetto una digressione marinara quale augurio alla nostra Associazione per il domani:

"Ti sia il tempo favorevole Sweet Heart, barra al centro, a la via così, rotta l'avvenire, avanti tutta!"

Giorgio Fattovich

Socio fondatore


Seconda parte, scritta dell'ex Presidente Tullio Stricca (1999-2011)

Tullio Stricca

QUATTRO MANDATI (1999 – 2011)

E’ molto difficile, per me, continuare la storia della Associazione che, in più assemblee mi venne affidata dai Soci, seguendo lo stile impersonale e distaccato dell’ Amico Giorgio che, ha sempre saputo essere obiettivo nei giudizi e pacato nelle discussioni pur fortemente attaccato alla Associazione quale padre fondatore. Aveva la capacità di conforto nelle sofferte decisioni del direttivo e pronto ai consigli, frutto di consolidata saggezza, da me mai disattesi.

Presidenza difficile quella del 1999 tuttavia, dopo un primo momento di scoramento, ho amato profondamente il sodalizio ritrovando nei consiglieri, nei volontari, nei soci delle persone disponibili, affettuose pronte a non pochi sacrifici pur di riuscire negli obiettivi prefissati, un ambiente, per me, completamente differente da quello lavorativo da cui provenivo con il pensionamento anticipato.

Il primo punto di sofferenza era determinato dalla situazione finanziaria. Già nelle relazioni conclusive del 1996 si evidenziavano problemi economici pur in presenza di contributi straordinari per dieci milioni da privati ed un contributo triennale regionale cinquantasei milioni. Situazione che in assenza di altre contribuzioni era peggiorata alla fine del secondo triennio di Silvano Sai. Necessitava una azione immediata che, non poteva ricadere integralmente sugli iscritti. Gli inizi del terzo millennio furono improntati quindi alla ricerca di sostenitori privati e pubblici. Trovammo riscontri nella Fondazione Cassa di Risparmio, nel Consiglio Regionale ed in professionisti. In particolare devo citare il rag. Salvatore Cannone che oltre l'onere della contabilità, bilanci compresi si assunse l'onere dei pagamenti di contributi e tasse arretrati. In quei periodi cercammo di dare svolgimento a tutte le attività istituzionali seppur, con una estrema parsimonia nelle spese. Era volontà comune giungere al venticinquennale con possibilità  economiche sufficienti a far apparire il "Dolce Cuore" per quella realtà importante che era e doveva continuare ad essere. Eravamo riusciti a proporci intensificando le "Giornate del Cuore" ottenendo ausilio dal Comune di Trieste con manifesti e striscioni nelle principali arterie cittadine ma, non poteva bastare, ben rammentando di essere operativi a livello provinciale "invademmo" zone dei Comuni minori con le nostre infermiere aggregate a colleghe di madrelingua slovena.

La forte partecipazione dei consiglieri con idee e progetti portò ad una programmazione basata su obiettivi: risanamento finanziario, organizzazione del 25°, interventi a supporto della cardiologia, interventi in fase riabilitativa, attività assistenziali e ricreative, come la partecipazione a marce non competitive, effettuando gite di carattere storico culturale, il tutto ovviamente, secondo gli schemi fisici, alimentari e psicologici consoni a dei cardiopatici

La scelta progettuale per l' anniversario del 2003 venne rivolta alla cardiopatie infantili e volendo esprimere il massimo, con la fattiva partecipazione della Cardiologia dell'Ospedale infantile "Burlo Garofolo", riuscimmo ad avere a Trieste una cardiopediatra britannica di fama internazionale. Ma non potevamo tralasciare quanto di grande avevamo in tema scientifico e sanitario in città ed in considerazione della sempre dimostrata disponibilità ottenemmo la partecipazione del prof. Camerini e del prof. Sinagra.

Il 25 novembre, nel prestigioso auditorium della Società d'Assicurazioni Lloyd Adriatico con il prof. Camerini come moderatore, il prof. Sinagra trattò il tema "Cardiologia e sua evoluzione: L'Osservatorio di Trieste" mentre la professoressa Jane Sommerville intrattenne i presenti con "Il bambino con cardiopatia congenita diventa adulto: quali problemi". Seguì un ampio dibattito . Da segnalare l' interventi di diversi cardiologi del anatomopatologo prof. Silvestri e dell' allora Assessore regionale alla Sanità.

Avevamo raggiunto il nostro obiettivo, articoli sul Piccolo riportavano nuova notorietà . La Compagnia Assicuratrice oltre aver messo a disposizione tre interpreti simultanee, aver offerto un buffet post conferenza e fatto visitare la riservata "Pinacoteca" Aziendale, partecipò ad un nostro impegno prefissato: la fornitura di un eco-cardiografo ad uso pediatrico ad un Ospedale infantile straniero.

 Gli anni successivi oltre a tutte le tradizionali attività con il "Progetto Sweet Heart per gli altri "procedemmo:

Concessione di “Grant” a giovani cardiologi neo specializzati per il sostegno dell’ attività professionale.

Concessione di una Borsa di studio annuale per una cardiologa neo specializzata per l’ attività presso il Servizio Riabilitazione del Cardiopatico

Assegnazione in comodato di defibrillatori portatili marca Defibtech ad Associazioni ed Comuni minori della Provincia

Donazione all’Azienda "Ospedali Riuniti“ Servizio riabilitazione del cardiopatico di un particolare "computer" predisposto per agevolare specifici collegamenti in rete, successivamente sempre alla riabilitazione del cardiopatico un proiettore digitale per un’azione illustrativa semplice sia ai medici sia ai riabilitatori.

Donazione all’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico "Burlo Garofolo", della sesta edizione, ultima in ordine di tempo, del Manuale di Cardiopediatria ed ancora: per il Reparto di “Immunopatologia clinica e laboratorio trapianti un saturimetro Nonin Avant 4000 Bluetooth Wi Tech con cavo sensore e sensore articolare a clip pediatrico e per il Reparto di Cardiologia un ECG Cardiogima 12 m con monitor e due kit dinanometri a mano”

Dal 2005 si da inizio al progetto: "Analisi e terapia delle implicazioni cardiovascolari" Sostenuto e finanziato da Sweet Heart presso il Servizio Riabilitazione del Cardiopatico dell’Ospedale Maggiore di Trieste, viene attuato sotto il controllo del dott. Pierpaolo Gori. E' un lavoro d’equipe che prevede la partecipazione di una psicologa, di una psicoterapeuta e di un "counsellor" oltre ad un certo numero di volontari ex cardiopatici o con cardiopatie ancora in atto ma, con una lunga esperienza di supporto psicologico e particolari capacità di rendere più sopportabili le conseguenze della malattia.

Tre aree d’intervento: Somministrazione di test e questionari quali mezzi d'indagine per la ricerca, supporto psicologico e psicoterapeutico.

Counselling: offerta di uno spazio libero per i pazienti di dialogare e per gli operatori di discutere.

L’azione dei volontari con il racconto delle loro esperienze, delle soluzioni adottate per risolvere gli emergenti problemi conseguenti alla malattia, per creare un’atmosfera rasserenante, peculiare caratteristica degli operatori volontari delle Associazioni Coronariche.

Infine: “Arte terapia” supporto psicologico specifico fondato su di un'esperienza non verbale (la realizzazione del prodotto artistico) che si avvale del potenziale terapeutico e riparatore insito nel processo creativo con l'uso dell'espressione tipica delle arti visive al fine di far affiorare dall'inconscio, sentimenti, emozioni, conflitti e attraverso la creazione di un prodotto, che li rappresenti in modo socialmente accettabile e condivisibile. Il fine principale. quello di contribuire al rafforzamento dell'IO.

Per il trentennale dell' Associazione riuscimmo a accogliere e festeggiare in un locale del centro gli ultimi Soci Fondatori viventi assegnando a loro un distintivo in oro ed ai medici presenti uno in argento, un brindisi e le parole augurali del prof. Camerini chiusero la semplice ma. commovente cerimonia.

Il nostro impegno per la cittadinanza consisteva fattivamente, ancora nel "Comitato per la Sanità triestina" e nella predisposizione di "Corsi di resuscitazione ed uso del defribillatore"

Si arriva con questi interventi ai termini del terzo mandato. Il gruppo dei consiglieri sentendo il peso dei nove anni trascorsi desideravano il ricambio tuttavia, nessuno dei soci si candidava per l'Assemblea elettiva. Fu un momento difficile, senza palesi soluzioni, la liquidazione di Sweet Heart secondo le disposizioni in tema di ONLUS oppure una soluzione transitoria per la ricerca di un nuovo presidente e di nuovi consiglieri. L'Assemblea dei Soci deliberò unanime per la seconda soluzione e solo per attaccamento e spirito di servizio gli uscenti accettarono il nuovo mandato ma, "sub condicione" di ritrovare a breve un gruppo pronto alle sostituzioni.

Dal 2010 vengono gradatamente inseriti in sostituzione di consiglieri dimissionari Dario Gobbo, Giovanni Pignatelli, Domenico Bonifacio, Giorgio Alessi che costituiranno il nucleo di benemeriti pronti a candidarsi nel prossimo 2011.

Posso concludere questa parte della storia del nostro "Dolce Cuore" ricordando che eravamo riusciti a raggiungere tutto quello che ci eravamo impegnati nel lontano, ormai 1999, costituendo una squadra monolitica, appagati dal ben volere dei Soci e ben felici di ritornare "semplici iscritti."

        

Tullio Stricca

          ex Presidente